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L'innovazione tecnologica (compresa quella
relativa ai farmaci) e l'aumentata conoscenza nel settore
medico hanno contribuito al miglioramento generalizzato delle
condizioni di salute e all'allungamento della vita media.
Nuovi metodi diagnostici e nuove applicazioni computerizzate
e di comunicazione consentono una più profonda comprensione
dei processi delle malattie. A fronte di ciò bisogna
registrare l'aumento dei costi per il prolungamento di patologie
o per interventi e trattamenti diagnostico-terapeutici prima
inesistenti.
Oggi, governi, assicurazioni e individui
pongono nuove aspettative sullassistenza medica: i paganti
nei sistemi sanitari chiedono ai medici prestazioni basate
su relazioni di costo-efficacia. La medicina è sempre
più basata sullevidenza dei risultati, i pazienti
sono diventati più consapevoli e premono per avere
un maggior ruolo nella decisione clinica. La maggiore consapevolezza
collettiva sposterà il dibattito sugli scopi della
medicina, sul significato di salute, sulla sofferenza, sulla
sopravvivenza, su chi dovrà vivere e chi dovrà
morire (e chi dovrà decidere). In definitiva, si prospetteranno
problemi etici drammaticamente nuovi per natura e portata.
E ormai da qualche decennio che i
paesi più industrializzati destinano quote crescenti
di prodotto interno lordo (PIL) alla tutela della salute:
dal 15% degli USA al 10% dei paesi dellUnione Europea.
Le dimensioni e la rilevanza assunte dalla sanità richiedono,
ormai, un'attenzione costante: ogni variazione dell'esistente,
sia che si voglia rafforzarlo o negarlo, suscita reazioni,
anche emotive, che soltanto a prima vista sembrano ingiustificate.
Infatti, ogni intervento pubblico nel settore sanitario stabilisce,
spesso implicitamente, la priorità delle malattie da
curare (cosa produrre), la priorità delle categorie
di persone ammesse ai trattamenti sanitari (a favore di chi)
e l'ammontare delle risorse da impegnare, distogliendole da
altri impieghi (a spese di chi). Allora, ciò che sembra
un'azione diretta esclusivamente alla tutela della salute
diventa un potente strumento di redistribuzione di ricchezza
collettiva. Ed è anche questo che suscita contrasti
ed opposizioni.
Per il suo funzionamento, la Società
si avvale di un Consiglio Scientifico, composto da 12 a 30
membri esperti di diverse discipline, che ha il compito di
proporre gli indirizzi di ricerca per lo sviluppo scientifico
della Società. Ad una grande varietà di problemi
viene opposta una pari esperienza multidisciplinare in grado
di comprendere i diversi aspetti della realtà.
Esistono nella collettività richieste
di efficacia, di efficienza e di equità da cui trae
origine l'esigenza del controllo e della valutazione di ogni
tipo di intervento nell'attività socio-sanitaria di
una nazione.
Da queste considerazioni è stata costituita a Roma
la Società Italiana per gli Studi di Economia ed Etica
sul Farmaco e sugli Interventi Terapeutici.
E un sodalizio a carattere scientifico il cui Consiglio
Direttivo è costituito da L. Caprino (Presidente),
L. Civalleri (Segretario), E. Attanasio, E. Chiacchierini,
C. De Martinis, M. Eandi, R. Paoletti, D. Tosato.
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Sede Scientifica:
C/o Dip Fisiologia Umana e Farmacologia
(edificio farmacologia medica)
Univerisità La Sapienza
P.le Aldo Moro, 5 - 00185 Roma
Tel: 06/49912920
Fax: 06/49912393
Email:sifeit@uniroma1.it
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Sede
del Segretario:
c/o RES Servizi
Via C. Beccaria n° 88
00196 ROMA.
Tel:+39-06-36004550
Fax:+39-06-36091534
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